domenica 16 aprile 2017

PAVIMENTI ESTERNI: COME SCEGLIERE QUELLI GIUSTI

PAVIMENTI ESTERNI: COME SCEGLIERE QUELLI GIUSTI

Stai realizzando la tua abitazione o stai ristrutturando un immobile? Tra i momenti più importanti c'è quello della scelta dei pavimenti, sarà una scelta importante perchè ogni giorno avremo sotto gli occhi la nostra scelta quindi deve essere ben ponderata.
Scegliere i pavimenti per esterni più adatti è la soluzione migliore per rendere gli spazi esterni della casa maggiormente vivibili e sfruttabili.

Il criterio principale su cui basare la propria scelta è sicuramente: la collocazione d'uso.
Che si tratti di un terrazzo, un camminamento in giardino, un garadge o il bordo di una piscina sono scenari che influiscono sulla scelta del materiale più adatto.

Come si può immaginare dalla loro destinazione, i pavimenti per esterni devono venire incontro ad una moltitudine di problematiche in più rispetto a quelli per interni, come gli agenti atmosferici, le muffe, gli agenti inquinanti e la maggiore usura a cui sono sottoposti.

Devono quindi essere composti da materiali molto resistenti sia al clima che all’usura, ma devono anche resistere ai grandi pesi, come quelli ad esempio delle automobili, e agli agenti batterici e muffe, in modo che preservino la salute loro e quella delle persone. 
Infine, altre due caratteristiche che devono indubbiamente possedere sono l’impermeabilità, soprattutto quelli più esposti alle intemperie o a bordo piscina, e la resistenza alle macchie e allo sporco in generale.

Bisogna poi anche considerare lo stile dell’ambiente in cui si vuole posare il pavimento, in modo da esaltarlo e non creare stonature.
Riassumiamo i requisiti base dei pavimenti esterni che devono essere:
    impermeabili,
    antiscivolo e ingelive,
    resistenti ai carichi,
    resistenti agli agenti atmosferici e
    resistenti agli sbalzi di temperatura,
    resistenti alle muffe e
    resistenti alle macchie.


LA SCELTA DEI MATERIALI
Vediamo insieme quali sono i materiali che vengono utilizzati maggiormente:

    Gres Porcellanato:  Tra le caratteristiche di questo materiale ceramico c’è l’elevatissima resistenza all’abrasione, agli urti, ai graffi e agli attacchi chimici; è inoltre ingelivo. Oltre che molto usato per rivestimenti interni, è perfetto anche l’esterno: lo si trova spesso ai bordi piscina, sui percorsi pedonali o nelle aree pavimentate del giardino. Al momento della scelta del tipo di gres è importante anche conoscere i diversi tipi di finiture superficiali. Con la finitura naturale la piastrella non subisce ulteriori lavorazioni dopo la cottura e si presenta non levigata né lucidata, un particolare che limita il rischio di scivolamento in caso di ghiaccio o pioggia. 

La finitura strutturata è ottima contro la scivolosità. Anche quella bocciardata, che conferisce alla piastrella una superficie rustica molto simile alla pietra grezza, assicura un’ottima tenuta per pavimenti per esterni. Il gres “a tutta massa” mostra in superficie i colori che attraversano l’intera piastrella, quindi in caso di rottura il danno estetico è davvero minimo. Nelle specifiche tecniche delle collezioni di piastrelle si può trovare anche la dicitura “a doppio caricamento”, ciò significa che con successivi caricamenti durante la pressatura di impasti e polveri si creano sfumature che riproducono l’effetto naturale tipico di pietre e marmi. Se le piastrelle sono “rettificate”, significa che i bordi sono perfettamente squadrati, in modo da poter accostarle bordo con bordo, con giunture di fuga minime, quasi impercepibili: in questo modo si ottiene un effetto di continuità esteticamente molto piacevole.

    Cotto: Anche il cotto è un materiale usato per pavimentare terrazzi, balconi, scale e delimitare esteticamente una zona pranzo outdoor o il bordo piscina, soprattutto in ambienti rustici. Per l’uso esterno deve essere però garantito ingelivo, per evitare eventuali rotture o scagliamenti. Lo si trova nella tipologia industriale ma anche in quella fatta a mano: le piastrelle in questo caso sono cotte in fornace, quindi sono esteticamente uniche, cioè ognuna diversa dall’altra. Durante la posa sono da evitare temperature prossime allo zero o superiori ai 30 °C, è inoltre necessario fare particolare attenzione a giunti di dilatazione e pendenze per il drenaggio dell’acqua per evitare ristagni sotto i pavimento. Le piastrelle artigianali possono essere cerate e trattate con prodotti idrorepellenti e se usate per ambienti in cui si cucina o si mangia all’aperto anche oleorepellenti.

    Calcestruzzo: Per terrazzi, balconi, ma anche per cortili e camminamenti si possono utilizzare anche pavimentazioni in calcestruzzo, un materiale composto di cemento con l’aggiunta di graniglie colorate. Solitamente questo materiale monolitico è rinforzato con fibre in polipropilene e armato con rete elettrosaldata. Grazie a speciali sistemi di stampaggio può riprodurre l’aspetto delle pietre naturali, della roccia, dei mattoni o anche del legno, rimanendo inalterato nel tempo. Dopo lo stampaggio è trattato con speciali resine che lo rendono antipolvere, antisdrucciolo e antiassorbimento. È inoltre intaccabile da muffe e particolarmente resistente agli agenti atmosferici e all’usura. Ha il vantaggio che proprio perché di natura monolitica non è soggetto ad avvallamenti o assestamenti invece propri delle pavimentazioni in pietre naturali. Inoltre è calpestabile soltanto dopo poche ore dalla posa.

    WPC: Come il gres porcellanato, i pavimenti WPC godono di una grande resistenza ad agenti atmosferici e temperature, oltre che all’acqua salata, facendone l’ideale per ambienti marittimi. Inoltre, la loro particolare composizione in legno di bambù e plastiche fa sì che non venga attaccato da insetti xilofagi o muffe, che non si presenti la formazione di schegge e che non vi sia alcun bisogno di effettuare alcuna manutenzione periodica. Per finire, la sua superficie antiscivolo lo rende ideale per qualunque ambiente, come vialetti, bordi piscina, camminamenti pubblici, passerelle e terrazzi.

    Anche il legno può essere utilizzato per pavimenti esterni, ovviamente solo quello con uno spessore minimo di 2 cm, e di solito in formato 50-60 cm x 10 cm. Logicamente necessita di trattamenti particolari volti a renderlo impermeabile e resistente alle intemperie e alle muffe, oltre che di un’accurata manutenzione periodica volta a mantenerne lo stato di salute. Data la sua delicatezza, se ne consiglia l’utilizzo per ambienti non troppo trafficati o soggetti a forti pesi.

Nonostante online si possano trovare guide pratiche su come installare o pulire la pavimentazione esterna, vi ricordiamo di affidatevi sempre a personale esperto che sappia utilizzare i gusti prodotti e che vi garantisca un lavoro veloce e ben fatto e saprà consigliarvi correttamente anche sulla tipologia di materiale da utilizzare rispettando i vostri gusti e esigenze.
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