sabato 5 aprile 2014

Plastica nel cibo: rischi per la salute

Plastica nel cibo: rischi per la salute

Plastica nel cibo: tutti i rischi per la salute

Secondo uno studio condotto dai ricercatori del British Medical Journal, vi potrebbero essere danni nel lungo periodo per la salute dell’organismo a causa di una minima quantità di plastica nel cibo. Tutto dipende da una serie di sostanze chimiche adottate per confezionare gli alimenti e che invece vanno a finire negli alimenti.

Senza creare inutili preoccupazioni, ci limitiamo a dire che le sostanze in oggetto non sono tossiche e sono presenti in quantità irrisorie: la formaldeide è una di queste e la si può trovare all’interno dei cibi confezionati e delle bottiglie di plastica, perché adottata nel packaging ed assorbita dal prodotto di turno. Negli imballaggi dei cibi poi vengono utilizzati altri prodotti chimici che possono mettere a repentaglio la produzione di ormoni. Fra questi citiamo in ordine sparso triclosan, ftalati, bisfenolo A e tributilstagno, per un totale di circa 400 sostanze coinvolte.

Gli scienziati del British Medical Journal mettono così sul chi va là chi abitualmente consuma prodotti in scatola: tuttavia, pur specificando da un lato che i consumatori sono esposti alle suddette sostanze chimiche senza rendersene conto, dall’altro non dicono granché circa l’impatto che può avere la presenza di plastica nel cibo a lungo andare sulla salute dell’uomo. Il problema principale risiede nel fatto che con il passare del tempo, l’organismo può andare incontro a cambiamenti cellulari dovuti alla presenza di plastica nel cibo. Ne consegue che queste sostanze chimiche possono agire sugli ormoni, perché le analisi di routine tossicologica non le prende seriamente in considerazione. Non è poi possibile fare uno studio comparativo su singoli individui per via della presenza di queste sostanze in ognuno di noi.

Per i ricercatori del British Medical Journal, occorre individuare eventuali connessioni tra le sostanza chimiche a contatto con il cibo e l’obesità, i disturbi infiammatori, i disturbi neurologici, il diabete ed infine il tumore. Dal 2012, il Packaging Food Foundation di Zurigo analizza in maniera scientifica gli imballaggi alimentari, pubblicando diverse ricerche sulla tematica. In ogni caso, è sempre meglio ridurre al minimo indispensabile il ricorso ai contenitori di plastica per conservare il cibo.

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